Marco Cappato: “A rischio la legge sul testamento biologico”

Articolo pubblicato a pagina 13 de IL DUBBIO

Il diritto alla libertà di scegliere come e dove morire, a prescindere dalle condizioni di salute e dall’esistenza di malattie irreversibili, è il principio che si evince dall’ordinanza con cui i giudici della Corte d’Assise di Milano hanno trasmesso alla Consulta gli atti del processo a Marco Cappato. Un principio mai esplicitato nel lungo provvedimento ma che, come confermano fonti giudiziarie, si deduce dal fatto che, in tutti i passaggi in cui i giudici argomentano l’esistenza del diritto della libertà di “decidere quando e come morire”, non si fa cenno alle condizioni di salute dell’aspirante suicida. I giudici hanno stabilito che una parte della norma che prevede il reato di ‘aiuto al suicidio’ è incostituzionale e hanno chiesto un intervento della Consulta per proseguire nel processo a carico del leader radicale Marco Cappato, accusato di avere accompagnato Fabiano Antoniani, meglio noto come Dj Fabo, a morire a Zurigo nella clinica Dignitas.

Secondo Marco Cappato non esiste alcuna confusione tra il piano della giustizia e quello della politica nel caso del processo per la morte di Dj Fabo. “L’ordinanza di ieri, anche se fosse accolta dalla Corte Costituzionale, lascia un ruolo fondamentale al legislatore”, spiega Cappato durante l’incontro stampa alla Camera organizzato per commentare la decisione dei giudici di Milano. Entrando nello specifico di quelle che potrebbero essere le conseguenze della sentenza, attesa tra non prima di nove mesi dalla Corte Costituzionale, Cappato sottolinea la necessità di un intervento della politica: “Se anche la Corte Costituzionale dovesse, come noi chiediamo, accogliere le motivazioni proposte dalla Corte d’Assise, e cioè di ritenere incostituzionale la parte dell’articolo del codice penale sull’aiuto materiale al suicidio è compito del Parlamento stabilire le condizioni che danno al cittadino, al paziente, al malato il diritto ad ottenere aiuto alla morte volontaria anche da parte delle istituzioni pubbliche, del medico, del sistema sanitario”. Cappato lancia anche un allarme: “La legge sul testamento biologico è
a rischio della sua applicazione”. Il timore del tesoriere dell’associazione Luca Coscioni viene illustrato da Matteo Mainardi che spiega che c’è una sorta di boicottaggio della legge da parte di alcuni Comuni che “stanno bloccando la possibilità di autenticare i testamenti biologici da parte dei cittadini”. A metà febbraio i ministeri dell’Interno e della Salute hanno diramato una circolare che prevede l’autenticazione nazione da parte degli ufficiali di Stato civile dei testamenti biologici anche se il Comune non ha ancora attivato un registro. L’Associazione Luca Coscioni promuoverà per il 21 aprile “una giornata di mobilitazione nazionale per informare i cittadini e permettere a chi lo vorrà di autenticare il proprio testamento biologico mettendo a disposizione notai”.