Eutanasia: meno di 200 giorni rimasti, oltre 2000 giorni sprecati

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Gentile Cappato, sono disabile al 100%. Inferma con dolore cronico estremo. Dolore nevralgico paralizzante, deformazione del corpo totale, morbo di raynaud e Lupus eritematoso invalidante al volto, osteoporosi e artrite. Mani e piedi cianotici. Volto cianotico. Viola. Crollo vertebrale totale. Vivo da anni nel pianto. Negli ospedali. Ho reazioni invalidanti a quasi tutti i farmaci. Sopravvivo con morfine. Lotto da più di 20 anni. Ora urlo per essere ascoltata. Prego. Per favore, voglio liberate la mia anima. Mi porti a morire in Svizzera o dove lei ritiene meglio. Subito. Presto. Urlo dal dolore: “Aiutoooooooo”. Mi aiuti a morire. A far rispettare la mia volontà. La prego.

Quella di Silvana (nome di fantasia per proteggerne le privacy) è solo una delle oltre 15 richieste di aiuto al suicidio che ogni settimana da oltre 4 anni ricevono Mina Welby e Marco Cappato.

Anche se la legge sul testamento biologico è stato un enorme passo in avanti che ha dato una “via di fuga” a tante persone malate dipendenti da terapie salvavita, la legalizzazione dell’eutanasia resta un obiettivo da conseguire. Nel nostro Paese, in tre anni, sono aumentati di oltre il 10% i cittadini che chiedono una legge. Secondo l’Eurispes, il 73,4% degli italiani si dichiara favorevole. Ma non solo i cittadini, anche la Corte costituzionale chiede al Parlamento una legge.

Dopo oltre 2000 giorni dal deposito della proposta di legge popolare per l’Eutanasia Legale, i testi normativi sono ancora nella fase iniziale dell’iter parlamentare. Il ritardo con cui il Parlamento si sta muovendo – anche in considerazione del fatto che mancano 172 giorni al termine del 24 settembre 2019 indicato dalla Consulta – ci fa ritenere necessario e opportuno un intervento del Presidente della Camera, on. Roberto Fico, affinché assicuri l’esame del testo in Aula per il mese di maggio come da programmazione. Sono ormai indispensabili misure straordinarie per il prosieguo della discussione.