Alessandro Raudino e Florinda Vitale Cannabis Cura Sicilia

Alessandro: «Da sette anni autoproduco la mia cannabis terapeutica»

Articolo pubblicato all’interno del mio blog sul sito dell’Associazione Luca Coscioni

Alessandro Raudino, 38 anni, da ormai quindici convive con la sclerosi multipla. Da sette anni si cura con la cannabis terapeutica, autoproducendola pubblicamente. Ha fondato anche un’associazione: Cannabis Cura Sicilia.

Alessandro, secondo la legge italiana tu hai diritto alla terapia con cannabis medica. Perché hai iniziato l’autoproduzione?

«E’ vero che la legge italiana dice che io ho diritto ad ottenere la cannabis terapeutica gratuitamente, però il Governo centrale ha detto che ogni Regione deve deliberare da sé, seguendo delle linee guida e solo dopo aver provato le cure tradizionali. Il malato deve avere un dolore cronico moderato-severo refrattario alle terapie farmacologiche attualmente disponibili. Purtroppo in Sicilia questa legge è stata recepita soltanto a gennaio di quest’anno, ma rendendo ancora più stringenti le linee guida nazionali. La delibera siciliana ha ristretto le prescrizioni solo sul dolore, attestato da uno specialista. Per ricevere il farmaco io dovrei avere un punteggio di 5, o maggiore, sul livello di dolore spastico. Per fortuna, o per sfortuna, non ho questo punteggio, e come me molti altri malati. Dalla lista sono state tolte molte patologie importanti come quelle oncologiche, epilessia, eccetera. Pertanto mi sono sentito in dovere di aiutare, su loro richiesta, tutti quei malati che traggono benefici dalla cannabis medica. Per questo è partita la disobbedienza».

Durante l’emergenza COVID hai avuto ripercussioni sulla continuità terapeutica e nel reperimento?

«Autoproducendo, per fortuna durante il periodo di quarantena non ho avuto grandi problemi, ma moltissimi nostri soci, con patologie gravi, sì. Pertanto li ho aiutati con la mia produzione».

Qual è la tua rivendicazione? Cosa manca ancora all’Italia per venire incontro alle persone che si curano con la cannabis?

«In Italia purtroppo manca ancora la cultura e la giusta informazione agli addetti ai lavori, per esempio ai medici. Sarebbe giusto che ognuno di loro iniziasse a studiare seriamente la materia, senza prenderla sottogamba. Il vice presidente di Cannabis Cura Sicilia è un informatore scientifico del gruppo medico scientifico di CannabiScienza. Per supportare la formazione sul territorio nazionale».

Da parte dei parlamentari o del Governo hai avuto contatti? Qualcuno si è mosso?

«Abbiamo avuto diversi incontri istituzionali, anche al Senato della Repubblica, ma sono arrivate solo promesse senza azioni. Loro non capiscono la gravità della situazione, noi faremo di tutto per averla».

Cosa chiedi al Parlamento?

«Ai nostri governatori abbiamo sempre chiesto la giusta attenzione ed è ora che loro si prendano le proprie responsabilità. Noi chiediamo la legalizzazione, totale, della cannabis».