Legalizzazione cannabis. 4 denunce e un percorso legale: è urgente aprire un confronto in Parlamento

Articolo pubblicato su ADUC

Caterina Licatini (M5S), Riccardo Magi (+Europa), Matteo Mantero (M5S) e Aldo Penna (M5S) sono tra i parlamentari che hanno aderito a #IoColtivo – la disobbedienza civile collettiva lanciata da Meglio Legale, Radicali italiani Associazione Coscioni, Dolce Vita e altre associazioni – per la decriminalizzazione della coltivazione personale di cannabis.

Licatini, Magi e Mantero lo scorso 25 giugno, hanno portato in piazza Montecitorio, in occasione della manifestazione indetta da Meglio Legale, alcune piante di cannabis: per loro è scattato il sequestro e la denuncia. Penna si aggiunge a loro autodenunciando – con foto e video – la coltivazione di una sua pianta a casa. Nella conferenza stampa di oggi, martedì 7 luglio, i parlamentari hanno voluto ribadire il senso dell’iniziativa  «Abbiamo disobbedito coltivando anche noi delle piante di cannabis, insieme agli altri 2500 cittadini che hanno aderito alla campagna #IoColtivo e siamo accanto agli oltre 100mila italiani che ogni anno coltivano in casa per non dare soldi alle mafie». 

I parlamentari hanno poi rivolto il proprio invito ai colleghi ad aprire un dibattito serio e responsabile. E ciò a partire dall’esame – già incardinato in commissione Giustizia della proposta di legge 2307, a prima firma Magi, sulla decriminalizzazione della coltivazione di cannabis ad uso personale. Una proposta che mira a dare attuazione alle indicazioni delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione che lo scorso dicembre ha stabilito come “non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica destinate all’uso personale”. La coltivazione per uso personale – spiega la Suprema Corte – non è più punibile penalmente, ma è da considerarsi , al pari della detenzione per uso personale, un illecito amministrativo.

Una sentenza storica che ha dimostrato, ancora una volta, come nel nostro paese la magistratura debba porre rimedio alla mancanza di assunzione di responsabilità del nostro Parlamento. Questa sentenza dice chiaramente che la legge va cambiata, che va cambiato l’articolo 73 del Testo unico sulle droghe. Anche per liberare risorse, forze dell’ordine e tribunali dal contrasto di un fenomeno ampiamente diffuso. Lo scorso anno sono state sequestrate 532.176 piante: quasi il doppio dell’anno prima (+94%).

Fermato e denunciato lo scorso 25 giugno insieme ai tre parlamentari, l’attivista di #IoColtivo Matteo Mainardi è intervenuto in conferenza stampa dichiarando: “nel 2016 ero tra quelli che hanno provato a smontare le leggi criminogene del testo unico sulle droghe depositando una proposta di legge popolare su legalizzazione che non è mai stata discussa dal Parlamento. Perciò il mio appello per passare dalle parole ai fatti è diretto ai capigruppo Federico Fornaro (LeU), Davide Crippa (M5S), Graziano Del Rio (PD) e Maria Elena Boschi (IV) nonché al Presidente della Camera Roberto Fico. Loro hanno il potere di far discutere la legge. Per il resto, sono già pronto – insieme agli altri disobbedienti di #IoColtivo –  a ricominciare a coltivare cannabis per uso personale”.

DICHIARAZIONI:
“La disobbedienza collettiva ha un’importanza strategica: la regolamentazione taglia fuori il mercato illegale e ha ricadute positive in termini di salute per i cittadini, riconoscere le sostanze vuol dire avere la consapevolezza di cosa si sta assumendo.  Un terzo degli ingressi in carcere è dovuto all’infrazione dell’Articolo73, questo ci fa percepire la necessità di mettere questo tema in agenda. Non siamo politici che vogliono fare gli scapigliati, io ho deciso di coltivare per stare vicino a tutti gli altri cittadini che hanno aderito alla disobbedienza civile. Questa è la mia pianta (FOTO IN ALLEGATO).” – On. Riccardo Magi, +Europa

“Matteo Mainardi non sarà lasciato solo, io mi autodenuncio per coltivazione. Mi sto prendendo cura di una piantina e ogni settimana voglio mostrare sui canali social la sua crescita. Negli anni ’30 la cannabis è stata demonizzata, oggi la legalizzazione ha davanti muraglie gigantesche perché il pregiudizio è radicato. Si tratta di un argomento divisivo che deve essere accompagnato da un salto culturale” – On. Aldo Penna, M5S

“Sarebbe sensato andare incontro alla sentenza delle Sezioni unite della Corte di Cassazione, non possiamo pensare che non sia illegale alimentare il mercato criminale e terroristico mentre è vietato autocoltivare per non avere a che fare con la magia, rischiando fino a 6 anni. La nostra azione [portare le piante in piazza] è stata fatta per sensibilizzare i colleghi della sezione giustizia e per portare avanti il tema della decriminalizzazione della sostanza.” – Sen. Matteo Mantero, M5S

“Ritengo che la politica non possa permettersi di vivere di pregiudizi sentendosi superiore alla medicina e alla giurisprudenza. Gli anni sono passati, sono state fatte delle ricerche e scoperte le qualità di questa pianta. È fondamentale tenere in considerazione i benefici portati nei paesi che hanno deciso di legalizzare la cannabis. Legalizzare vuol dire soprattutto controllare, togliendo il monopolio dalle mani delle mafie.” – On. Caterina Licatini, M5S.