Scegliere il seme di cannabis

Autofiorenti, femminizzati e regolari. Che seme scegliere?

Ciao ragazzi, dato che tra poco riprenderò a coltivare nella mia grow box insieme a Simone de La Casa di Canapa, vediamo un po’ le varie tipologie di semi in commercio e quali scegliere.

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Partiamo dall’inizio. I semi si dividono in 3 categorie: regolari, femminizzati, e autofiorenti.

AUTOFIORENTI

Le genetiche autofiorenti hanno la loro capacità di fiorire senza richiedere una variazione nel ciclo di luce. Sono facili da coltivare, fioriscono velocemente e mantengono altezze poco appariscenti.

I semi autofiorenti vengono prodotti incrociando le varie genetiche con la Cannabis ruderalis, la sottospecie che contiene il tratto autofiorente. La ruderalis è una varietà che si è adattata alle stagioni più brevi e ai climi più freddi dell’Europa centrale e orientale. Le estati più brevi di queste regioni hanno costretto questa sottospecie ad avviare la fioritura di propria iniziativa. Fioriscono quindi in base al tempo e all’età, invece di richiedere una variazione nell’esposizione alla luce. Se il vostro obiettivo è quello di raccogliere le infiorescenze nel minor tempo possibile, se dovete coltivare in poco spazio o se avete bisogno di piante che non danno nell’occhio, i semi autofiorenti sono quelli che fanno per voi. Se quest’ultima questione, la discrezione della pianta, devo però fare un avvertimento: non è sempre così. Da una parte l’odore della pianta è quello classico, quindi dovrete dotarvi di piante che coprano l’odore, dall’altra la mia ultima autofiorente coltivata in esterno è arrivata ad un’altezza di 1,70 m, quindi non proprio piccolina.

FEMMINIZZATI

I semi femminizzati sono stati creati per massimizzare le probabilità di ottenere piante esclusivamente femmina. Le probabilità di ottenere piante di sesso femminile sono circa del 99,9%, una percentuale ottima se siete interessati a delle cime rigogliose. A differenza delle autofiorenti, non contengono genetiche ruderalis quindi sono varietà fotoperiodiche. Richiedono cicli di luce più brevi per innescare la fioritura, un segnale ambientale che le avvisa dell’imminente arrivo dell’autunno e delle giornate più fredde. Queste genetiche vengono prodotte incrociando due piante femmine. Ci sono due tecniche per farlo: 1. usando agenti chimici per interrompere la produzione dei livelli di etilene nei tessuti vegetali di una delle due piante, anche la pianta femminile produrrà sacche polliniche; 2. facendo fare questo lavoro alla natura. Capita infatti che se le piante di canapa femmina non vengono fecondate, in alcuni casi sono loro stesse a prendere in mano la situazione convertendo il proprio sesso nel tentativo di autoimpollinarsi. Sviluppano organi riproduttivi maschili da cui esce il polline. A questo punto al breeder non rimane che raccogliere questo “polline femminile” e usarlo per fecondare i fiori delle piante femmina e così produrre semi femminizzati. A parte la produzione dei semi, diciamo che le genetiche femminizzato sono consigliate a chi vuole cime rigogliose senza doversi preoccupare di avere maschi tra i piedi. Generalmente queste genetiche sono più alte e ingombranti delle autofiorenti, quindi – soprattutto se si coltiva all’aperto, più difficili da nascondere. Purtroppo il proibizionismo ci porta a dover fare anche questa valutazione.

REGOLARI

La caratteristica principale di questi semi è quella di non essere selezionati per sesso. Piantandoli potremmo avere sia piante maschi che piante femmine. Il prezzo di questi semi è generalmente più basso dei semi femminizzati o autofiorenti e, producendo entrambi i sessi, sono semi adatti a chi vuole ibridare le piante per creare la propria varietà. Una volta cresciuta la pianta e identificato il sesso, il breeder, ossia la persona che vuole ibridare, prende il polline prodotto dalla pianta maschile e feconda i fiori della femmina. Da questa impollinazione nasceranno i nuovi semi ibridati.I semi regolari sono disponibili in qualsiasi tipologia: a predominanza indica, sativa o ruderalis ad alto o basso contenuto di THC. Questa tipologia di semi non la consiglio a chi è alle prime armi. Avendo a vostra disposizione entrambi i sessi, è necessario saperli riconoscere e per fare una buona ibridazione bisogna coltivare tante piante in ambienti separati in modo da poter selezionare i maschi e le femmine migliori in modo da impollinarli manualmente.