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Cannabis: di cosa discute il Parlamento?

Nella settimana che ci siamo lasciati alle spalle abbiamo visto la ripresa delle audizioni degli esperti in Parlamento sulla cannabis. Ma di cosa si sta parlando? Vediamolo insieme.

Per raccontarvi il dibattito parlamentare devo partire dall’inizio. All’inizio di settembre 2019 cade il Governo Lega-Movimento 5 Stelle e si insedia il nuovo Governo. Sempre Conte e il Movimento 5 Stelle a Palazzo Chigi, ma con nuove alleanze: PD, Italia Viva e Liberi e Uguali. Un mese dopo il giuramento del Conte II, il 9 ottobre, Riccardo Molinari della Lega deposita la proposta di legge 2160. La proposta di legge è composta da due soli articoli:

1. l’immediato arresto di chiunque viene beccato a coltivare, offrire, cedere, trasportare o passare per qualunque scopo cannabis. Per semplificare: se fumo una canna insieme a un amico e gliela passo, secondo la Lega dovrei essere immediatamente arrestato.
2. dopo avermi arrestato per il passaggio della canna all’amico, secondo la Lega dovrei fare dai 3 ai 6 anni di carcere e dovrei ricevere una multa dai 5mila ai 20mila euro. E questo in modo tassativo perché la proposta chiede di eliminare le pene alternative al carcere, come i lavori di pubblica utilità. Se invece coltivo o detengo cannabis e il giudice non riscontra la “lieve entità”, la mia pena andrebbe dai 6 ai 20 anni e dai 26mila ai 260mila euro.

Preoccupato da ciò che sta accadendo e nel silenzio di PD e M5S (l’unica che chiese di intervenire all’inizio della discussione è l’on. Bellucci di Fratelli d’Italia), Riccardo Magi del gruppo Radicali/Più Europa deposita una proposta di legge sugli stessi punti, ma in direzione totalmente opposta, e il 12 febbraio 2020 chiede l’abbinamento delle proposte per farle discutere insieme.

La proposta Magi (che ricordo essere sempre limitata ai soli punti sollevati dalla Lega, altrimenti non si sarebbe potuta discutere insieme) anche se è stata depositata un mese prima della pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione, è la fotocopia di quella sentenza. La differenza è che se passasse diventerebbe legge, e quindi non solo una sentenza che può essere rispettata o meno a seconda del giudice che ti capita davanti. Anche qui quindi due soli articoli che però possiamo raccontare in poche parole: non è punibile (né con pena carceraria né con sanzione amministrativa) chi, anche senza autorizzazione, coltiva un numero limitato di piante di cannabis, idonee e finalizzate alla produzione di sostanze stupefacenti o psicotrope destinate a un uso esclusivamente personale.

Quindi da una parte si aprirebbe alla possibilità di coltivare, dall’altra si riconoscerebbe una volta per tutte l’uso personale, quindi anche il reato di detenzione verrebbe meno. Non solo: dicendo che il fine è quello della produzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, anche la lavorazione della cannabis non sarebbe più punibile. Tra gli esperti auditi in Commissione, c’è stato poi chi – come l’Unione delle Camere Penali – ha detto che per come il testo è scritto in realtà si farebbe anche un altro passo in avanti arrivando all’apertura anche della coltivazione associata, quindi di quelli che oggi vanno sotto il nome di social club, ma lasciamo da parte al momento quest’ultimo punto.

Per tornare al dibattito, in Parlamento c’è quindi la Lega che chiede che io venga arrestato immediatamente e tenuto in carcere fino a 6 anni anche se solo passo sul divano di casa mia una canna a un amico, e dall’altra i Radicali/Più Europa che chiedono invece la possibilità di coltivare cannabis senza rotture di balle.

Queste due proposte al momento sono all’inizio del proprio iter, la Commissione Giustizia della Camera sta sentendo gli esperti, ma anche qui sembra più una presa in giro che altro. In 8 mesi al momento ci sono state solo 4 ore di dibattito e il relatore della proposta, cioè quello che dovrà formare il testo base da discutere tra i commissari è un altro leghista: Jacopo Morrone, il ché non promette bene.

Per oggi è tutto. Spero di non avervi intristito troppo, ma di avervi fatto capire quanto è importante seguire ciò che sulla nostra pelle stanno discutendo in una stanza all’interno di Montecitorio e vi chiedo di condividere questo video con i vostri amici interessati al tema.

Vi ricordo che, COVID permettendo, dopo Roma, Milano e Torino continua il tour di Meglio Legale. Saremo il 16 ottobre a Ferrara, il 17 a Bologna, il 23 a Napoli e il 6 novembre a Firenze.

Nel frattempo se vi è piaciuto questo video lasciatemi un like e iscrivetevi al canale se volete seguire la coltivazione.

Vi saluto, a prestissimo. Baci e condividete!